Cos’è la placca batterica?
Cosa si intende per gengivite e periodontite?
Con che frequenza bisogna andare dal dentista?
Come si proteggono denti e gengive?
Come si usa lo spazzolino?
Come si usa il filo interdentale? E' importante usarlo?
Il mio bambino è caduto e ha perso un dente, cosa devo fare?
Il fluoro è necessario per una corretta crescita dei denti?
Quando si devono spazzolare i denti ai bambini?
Quando devono spazzolarsi i denti gli adulti?
Come si cura l’alitosi?
Da qualche tempo mi dondolano i denti, cosa devo fare?
Da qualche tempo ho gengive arrossate che sanguinano spesso, che devo fare?
Ho un’aumentata sensibilità ai denti, posso fare qualcosa?
Si vedono dei bordini scuri su delle capsule fatte anni or sono, cosa si può fare?
Quando devo portare il bambino per la prima volta dal dentista?
 



Cos’è la placca batterica?

La placca è costituita da oltre trecento specie di batteri, muco, residui di cibo e altre sostanze che si depositano sui denti, negli spazi tra uno e l’altro e sulle gengive.
I germi che popolano la bocca sono molto veloci nel trasformare gli zuccheri degli alimenti in acidi che, a loro volta, aggrediscono lo smalto, distruggono la dentina (il tessuto duro che dà consistenza al dente) e provocano la carie.


Cosa si intende per gengivite e periodontite?
La gengivite è un’infiammazione delle gengive. In genere dipende da un accumulo di placca batterica sulle mucose che causa gonfiore e rossore, generalizzato o localizzato alla base del dente.
Quando l’infiammazione è intensa, le gengive possono sanguinare, rendendo doloroso lo sfregamento dello spazzolino durante la pulizia.
La periodontite è un’infiammazione delle parti più profonde, quelle che circondano la radice. Può aumentare la sensibilità al caldo e al freddo e, alla lunga, portare al distacco del dente.
Una corretta igiene orale ed eventualmente l’utilizzo di collutori antibatterici possono aiutare a prevenire entrambi i disturbi.


Con che frequenza bisogna andare dal dentista?
Una visita di controllo va programmata almeno una volta l’anno. Andare dal dentista spaventa ancora molte persone: a parte la paura del dolore, o quella dell’ago della siringa riempita di anestetico, implica anche un impegno grosso dal punto di vista economico.
L’appuntamento regolare, anche in assenza di sintomi o di infiammazioni chiare, evita per esempio che la carie arrivi a intaccare le parti vive del dente, danneggiandolo così in modo irreversibile.


Come si proteggono denti e gengive?
Con semplici accorgimenti è possibile mantenere una corretta igiene orale: basta dedicare almeno una decina di minuti al giorno alla cura della bocca, andare periodicamente dal dentista e non eccedere con i dolci, che favoriscono la comparsa della carie. Ogni tanto è utile liberare i denti dai depositi di tartaro che si creano quando la placca, permanendo troppo tempo a contatto con la saliva, forma uno strato duro sullo smalto dei denti. A lungo andare, infatti, il tartaro fa ammalare le gengive. Per eliminarlo può essere usato un ferretto di acciaio appuntito, manovrato dal dentista come un piccolo scalpello, o con l’aiuto di uno strumento a ultrasuoni che produce vibrazioni capaci di distruggere il tartaro senza intaccare le gengive.


Come si usa lo spazzolino?
Innanzitutto bisogna lavarsi i denti dopo ogni pasto. Gli spazzolini con la testina piccola aiutano a raggiungere più facilmente quelli posteriori e le setole morbide sono utili a chi ha le gengive sensibili e facili al sanguinamento.
La pulizia dei denti deve durare almeno tre minuti e lo spazzolamento non deve essere troppo vigoroso per non rovinare lo smalto. Lo spazzolino va inserito, con le setole leggermente inclinate, a livello dell’attaccatura tra denti e gengive. Si esegue poi un movimento verticale dalla base alla punta del dente per rimuovere la placca sia sul lato esterno sia sul lato interno dell’arcata. L’igiene della bocca va completata con lo sfregamento della lingua.
Lo spazzolino va risciacquato bene e lasciato asciugare all’aria per evitare la proliferazione dei batteri tra le setole.


Come si usa il filo interdentale? E' importante usarlo?


L’uso del filo interdentale, che serve a rimuovere i residui di cibo incastrati nelle fessure tra un dente e l’altro, richiede un po’ più di tempo rispetto alla spazzolatura, ma è un’operazione altrettanto importante per salvaguardare la salute dei denti. I dentisti consigliano di adoperarlo, se non si riesce durante il giorno, almeno la sera prima di coricarsi. Esistono vari tipi di filo interdentale: quello normale richiede un po’ di pratica ma va bene per tutti, quello cerato è facile da inserire perché scivola, quello spugnoso non si sfilaccia.
E' preferibile usare il filo dentario di seta e non cerato perchè quando questo viene premuto contro la superficie del dente da pulire, i singoli filamenti del filo si separano e il filo diventa una superficie composta da alcune decine di "piccole lame taglienti" che asportano efficacemente la patina.
Il filo dentario va usato (almeno nei primi tempi) davanti allo specchio. Afferrando il filo per un'estremità con due dita, la lunghezza del filo deve essere pari alla lunghezza che va dal braccio esteso fino al pomo di Adamo.
Il filo va avvolto, senza stringere, all'ultima falange del medio (nella zona dell'unghia), quasi tutto da una parte e poco dall'altra in modo tale però che il filo si possa reggere solo sulle due dita medie, senza impegnare le altre dita. Si possono usare così tutte le altre dita nella combinazione più comoda per indirizzare e manovrare il filo agevolmente anche nelle zone più inaccessibili.
Nell'uso, il filo si impregna di patina batterica quindi man mano che si sporca si svolge il filo pulito e si avvolge quello sporco.
La lunghezza del filo che striscia effettivamente contro il dente è di poco superiore al diametro esterno-interno di ciascun spazio interdentale da pulire (1 -1,5 cm.). E' intuitivo che più piccola è la distanza tra le dita che manovrano il filo, più agevole e facile sarà l'esecuzione delle manovre di igiene orale.
Si inserisce il filo nello spazio interdentale e si supera il punto di contatto con delicatezza per evitare che oltrepassandolo di scatto e con troppa forza, sbatta contro la sottostante papilla interdentale, traumatizzandola.
Se ciò si verifica usare un movimento a seghetto (movimento avanti e indietro).
Si striscia il filo contro la superficie del dente, abbracciandolo con il filo o meglio stringendolo ad ansa, andando sù e giù mediamente 4 o 5 volte. Bisogna strisciare dal punto di contatto fino al solco gengivale interdentale.
Ricordarsi che spingendo il filo nel solco gengivale interdentale è necessario percepire una leggera resistenza ma non fino ad avvertirne dolore.
Si striscia il filo su e giù fino a che il dente canta: emette un suono di vetro smerigliato o di piatto pulito. Se dopo 4-5 movimenti tale suono non si dovesse verificare usare del filo nuovo.
Ricordarsi che per ogni spazio interdentale vi sono due superfici da pulire. Quindi pulire una superficie per poi passare a pulire (saltando la papilla interdentale) la superficie dentale opposta.
Dopo aver passato il filo e lo spazzolino ci si sciacqua la bocca facendo uscire con forza l'acqua dagli spazi interdentali.



Il mio bambino è caduto e ha perso un dente, cosa devo fare?
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Bisogna osservare se il dente è solamente fratturato in una sua porzione o se è stato completamente espulso dal cavo orale. Nel caso che il dente sia fratturato in una sua porzione, bisogna cercare di recuperare questa parte mancante, anche se non è sempre necessario. Si osservi se nella parte di dente che è ancora in bocca si possa notare un puntino rosso. Questo è indice di interessamento del nervo. Il bambino deve essere portato dal dentista anche in assenza di dolore. Se il dente viene completamente espulso bisogna recuperarlo al più presto, non detergerlo ne fare altre manovre che non siano quelle di immergerlo nel latte. Se non vi è latte a disposizione si può farlo tenere in bocca al piccolo paziente, avendo cura che non lo ingurgiti. Bisogna portare il paziente nel più breve tempo possibile dal dentista, in modo che si possa procedere ad un reimpianto. Se il dente non è più visibile, ma non lo si trova sul luogo dell’evento, il paziente va portato dal dentista per effettuare una radiografia per valutare la possibilità di un’intrusione.


Il fluoro è necessario per una corretta crescita dei denti?

La fluoroprofilassi ha drasticamente ridotto l’incidenza di carie nella popolazione generale e vi è ampio consenso nella letteratura internazionale che debba essere eseguita. La fluoroprofilassi inizia in gravidanza e la donna deve assumere 1mg di fluoro al giorno (0.25mg raggiungeranno il feto). Successivamente la posologia prevede una compressa da 0.25mg al giorno dopo la seconda settimana di vita sino ai due anni (in questo periodo si possono somministrare anche gocce che sono di più facile assunzione), una compressa da 0.50mg dai due ai quattro anni, e una compressa da 1.0mg dai quattro ai dodici anni.


Quando si devono spazzolare i denti ai bambini?
Le manovre di corretta igiene orale sono di fondamentale importanza per mantenere una bocca sana nel tempo. I bambini devono abituarsi precocemente a queste manovre, vale a dire da quando erompono i primi denti da latte, verso i 6 mesi. E’ di estrema importanza che l’igiene orale venga eseguita tre volte al giorno e con la supervisione di un adulto. Generalmente i bambini non sono in grado di lavare correttamente i denti sino ai 9 anni. Alla sera, dopo avere lavato i denti, il bambino non deve assumere più in alcun modo bibite dolci oppure cibo.


Quando devono spazzolarsi i denti gli adulti?
I denti devono essere puliti tre volte al giorno, dopo I pasti principali anche se a mezzogiorno non si assume cibo. La tecnica prevede di spazzolare I denti sempre partendo dalla gengiva e andando verso il dente e non con movimenti a scorrimento laterale. Una volta al giorno, preferibilmente alla sera, è buona norma usare il filo interdentale per la pulizia degli spazi interprossimali che non possono essere raggiunti dallo spazzolino. L’impiego di alcuni spazzolini elettrici può essere di ausilio e facilitare le manovre in alcuni casi.


Come si cura l'alitosi?
L’alitosi può avere diverse origini, alcune extraorali ed altre legate al cavo orale. L’alitosi può essere causata infatti da problemi al tratto respiratorio soprattutto a livello del sistema di pneumatizzazione dei seni paranasali, può essere dovuta a patologie del tratto gastroenterico, può essere legata a malattie sistemiche come il diabete e può essere generata da situazioni parafisiologiche come l’esagerato consumo di determinati alimenti. Le cause intraorali che possono dare luogo all’alitosi sono generalmente da ricondurre alla scarsa igiene orale, alla presenza di focolai infettivi attivi, alla comparsa di malattie degenerative o neoplastiche.


Da qualche tempo mi dondolano i denti, che cosa devo fare?
La mobilità dei denti assume significati diversi nelle varie fasi della vita. E’ fisiologica durante la permuta, cioè quando si sostituiscono i denti decidui con quelli definitivi. E’ parafisiologica dopo un intervento di chirurgia parodontale che spesso di associa ad un incremento nella mobilità dei denti per qualche tempo . E’ patologica in età adulta, dove la perdita dei tessuti di sostegno (osso e gengiva) causa la mobilità. In questo caso ci si deve rivolgere al proprio dentista di fiducia.


Da qualche tempo ho gengive arrossate che sanguinano spesso, che devo fare?
Una emorragia che si verifica durante le comuni manovre di igiene orale o addirittura spontaneamente è indice di una infiammazione gengivale. La placca batterica ed il tartaro che si accumulano intorno ai denti , se non vengono rimossi appropriatamente, creano infezione. L’ emorragia non deve indurre a ridurre ulteriormente le manovre di igiene orali, ma è una spia per recarsi dall’igienista ad eseguire le manovre di igiene appropriate.



Ho un aumentata sensibilità ai denti, posso fare qualcosa?
La sensibilità ai denti può insorgere a seguito di diverse situazioni. Se la sensibilità compare dopo un’otturazione, soprattutto se è stata eseguita con materiale compositi, non bisogna allarmarsi. Il fenomeno in genere è passeggero e si risolve spontaneamente nel giro di qualche giorno. Una sensibilità che compare in seguito alle manovre di igiene orale professionale è paragonabile alla prima e tende a risolversi spontaneamente. La sensibilità ai colletti dei denti è in genere da ricondurre ad errate manovre di igiene e può essere trattata con otturazioni estetiche o con innesti di tessuto connettivale.


Si vedono dei bordini scuri su delle capsule fatte anni or sono, cosa si può fare?
Le protesi fisse, soprattutto se datate, hanno generalmente un’anima metallica che serve a dare stabilità alla struttura e a garantire la chiusura del manufatto. L’esposizione a livello vestibolare di questi margini crea degli inestetismi che spesso infastidiscono il paziente. La risoluzione del problema è il rifacimento del lavoro protesico, se possibile con materiali privi di metalli per evitare il ripresentarsi del problema in futuro.


Quando devo portare il bambino per la prima volta dal dentista?
Il piccolo paziente va portato dal dentista dopo l’eruzione dei primi denti da latte e comunque entro il primo anno di vita. E’ utile dare una dimensione di sicurezza alla visita, per esempio vedendo prima come la mamma o il papà si sottopongano alla stessa, parlando con il dentista. Il bambino deve essere solo rassicurato senza venire sottoposto a qualsiasi trattamento. In questo modo la fobia da dentista viene eliminata sul nascere.

 

 

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